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domenica 2 febbraio 2025

Recensione del romanzo: "Tè alla Viola e segreti in soffitta" di Alice Buzzella

 





Titolo: Tè alla viola e segreti in soffitta
Autore: Alice Buzzella
Genere: Narrativa contemporanea, romance
Casa Editrice: Land Editore
Data di Pubblicazione: 19 dicembre 2024 
Formato e prezzo Ebook: 0,99€, Cartaceo 16,00€, Copertina rigida: 19,99 €



Trama:
Margherita, una giovane appassionata di scrittura, stringe un’insolita amicizia con Violet, un’anziana signora che gestisce una sala da tè letteraria. Il loro legame si fonda sull’amore comune per la scrittura, e Violet diventa per Margherita una mentore e fonte d’ispirazione. Quando Violet attraversa un periodo difficile, Margherita decide di aiutare Gavin, il nipote di Violet, nella gestione della sala da tè. Questo impegno rafforza il legame tra Margherita e Gavin, trasformandolo in qualcosa di unico e profondo. 


Recensione:

Lessi tempo fa il precedente libro di Alice (trovate la recensione qui), quindi conoscevo già il suo stile di scrittura. Sin dalle prime pagine, ho notato un netto salto di qualità, ma allo stesso tempo la sua voce narrativa rimane riconoscibile. Tanto che, in alcuni momenti, Margherita mi è sembrata quasi un’eco del romanzo precedente. Non lo considero affatto un aspetto negativo, anzi: ho trovato questa continuità uno dei punti di forza dell’autrice. Pur trasmettendo una sensazione familiare, la storia è ben distinta dalla precedente e riesce a emozionare in modo unico tenendoti incollata pagina dopo pagina.
Uno degli elementi che ho apprezzato di più è stata la struttura del libro: i capitoli brevi mi hanno permesso di procedere con la lettura anche nei momenti in cui non avevo molto tempo a disposizione. Personalmente, ho l’abitudine di non interrompere un capitolo a metà, quindi se è troppo lungo rischio di rimandare la lettura fino a quando non posso dedicargli il tempo necessario. Questo libro, invece, ha saputo adattarsi perfettamente alle mie esigenze (certo, non disdegno libri dai capitoli più lunghi).
La storia di Margherita mi ha colpita profondamente: porta sulle spalle un bagaglio emotivo fin troppo pesante per la sua età. Ho percepito tutta la sua sofferenza, ma anche la sua crescita, in un percorso che non è mai stato scontato. L’ambientazione della sala da tè letteraria è semplicemente meravigliosa e ha risvegliato in me un sogno che porto nel cuore fin da quando avevo 15 anni: aprire un caffè letterario. Nella magica sala da tè letteraria di Violet, ogni libro trova il suo tè e ogni anima il suo conforto. Ad ogni libro viene abbinato un tè, una carezza che rende tutto così magico e familiare.
Tra i personaggi, ho adorato Violet: la nonna che tutti vorremmo avere, capace di ascoltare, comprendere e accogliere senza giudizio. Gavin, invece, mi ha lasciata un po’ spiazzata: ho fatto fatica a inquadrarlo e avrei avuto bisogno di qualche dettaglio in più per comprenderlo appieno. Proprio quando ho iniziato a entrare più in sintonia con lui, il romanzo è finito… e avrei voluto restare ancora un po’ tra le sue pagine. Capire meglio il suo passato e della sua famiglia d'origine.
Tra emozioni contrastanti, dolore, gioia e vuoto, questo libro mi ha accompagnata in un’evoluzione narrativa e personale che ho trovato intensa e tutt'altro che prevedibile. Se cercate una storia capace di toccare corde profonde, questo romanzo fa per voi.

Spero possa esserci un altro libro legato a questa storia ma con protagonista Violet e il suo passato, ho tanti punti interrogativi a cui trovare risposta e dubbi da sciogliere..

Valutazione: 


giovedì 19 dicembre 2024

"Tè alla viola e segreti in soffitta" di Alice Buzzella (Segnalazione)

 



Titolo: Tè alla viola e segreti in soffitta
Autore: Alice Buzzella
Genere: Narrativa contemporanea, romance
Casa Editrice: Land Editore
Data di Pubblicazione: 19 dicembre 2024
Formato e prezzo:
Ebook: 0,99 €
Cartaceo: 16,00 €
Copertina rigida: 19,99 €
 
Trama:
Margherita, una giovane appassionata di scrittura, stringe un’insolita amicizia con Violet, un’anziana signora che gestisce una sala da tè letteraria. Il loro legame si fonda sull’amore comune per la scrittura, e Violet diventa per Margherita una mentore e fonte d’ispirazione. Quando Violet attraversa un periodo difficile, Margherita decide di aiutare Gavin, il nipote di Violet, nella gestione della sala da tè. Questo impegno rafforza il legame tra Margherita e Gavin, trasformandolo in qualcosa di unico e profondo. 

Dove Trovarlo:
Amazon (anche con Kindle Unlimited), libreria, sito della casa editrice Land editore (https://www.landeditore.it/teallaviolaesegretiinsoffitta)
 
Autrice:
Nata nel 1990 in Lombardia, Alice Buzzella ha sempre avuto una passione per la scrittura. Fin da giovane, ha condiviso i suoi pensieri e le sue emozioni sui social media, conquistando una comunità di lettori affezionati. Il suo percorso letterario inizia ufficialmente nel 2016 con la pubblicazione del racconto “A Time for Dancing” nell’antologia “Oltre i media”. Da allora, ha continuato a contribuire con racconti brevi a varie antologie e ha pubblicato il suo romanzo d’esordio, “L’estate più bella della mia vita”, nel 2021.

Buona lettura!






giovedì 8 febbraio 2024

Recensione del romanzo: "La via del miele" di Cristina Caboni

 



  

La via del miele.

Generenarrativa contemporanea
Pagine: 320
Editore: Garzanti
Prezzo: 18.00€ cartaceo
Data uscita: 11 ottobre 2022
 

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Trama.

Dal tetto del palazzo, Alice riesce ad ammirare tutta Parigi. Davanti a tanta bellezza, ciò che si è lasciata alle spalle non fa più così male. Con sé ha portato solo la cosa più importante: le sue api. Lì, a decine di metri d'altezza, c'è il suo alveare, un posto per lei magico. Ma ora le api sono scomparse, e Alice sa che questo è un messaggio per lei. Loro da sempre le indicano la strada. Così, quando il telefono squilla, capisce che tutto sta per cambiare: sua sorella Emma, la persona che ha amato come nessun'altra, ma che non sente da due anni a causa di una sciocca lite, non c'è più. Prima di andarsene, però, le ha lasciato il dono più grande: sua figlia. Alice non sapeva di avere una nipote e non ha idea di come si cresca un bambino. Non si sente all'altezza. Deve trovare qualcuno che se ne prenda cura, anche se questo vuol dire andare in Sardegna, l'isola che fa da sfondo a tanti racconti della sua famiglia. L'isola dove vedrà le sue api volare leggere e riflettere il sole in lampi d'oro. Dove anche l'amore avrà un significato nuovo. Gli odori, i sapori e il vento di quella terra lontana faranno cadere una a una tutte le sue certezze, mentre le sue radici riaffioreranno dalla terra. Perché per andare avanti dobbiamo sapere chi siamo stati. Come un'ape che ricorda sempre la strada verso l'alveare, abbiamo tutti bisogno di trovare un posto da chiamare casa. Cristina Caboni torna con un romanzo che è un inno alla natura. L'autrice ci parla di quello che le sta più a cuore, la magia delle api e la difesa del loro mondo. Una storia di scelte e di legami familiari. Di amore e di speranza. Tra il fascino di Parigi e quello della Sardegna, una ragazza prova ad abbattere le barriere che la dividono dalla vera sé stessa.

Recensione.

Puntavo da tantissimo questo romanzo, mesi e mesi, ma c'era sempre qualcosa che mi tratteneva dall'acquistarlo; avrei potuto prenderlo in biblioteca, ma l'idea non era contemplata per due motivi... il primo riguarda il fatto che sentivo il bisogno di avere una copia da tenere  per leggere con calma e il secondo perché avrei voluto appuntare, segnare etc..
Ho fatto bene a seguire l'istinto e a non prenderlo in biblioteca, ci ho messo qualche mese per portarlo avanti e leggerlo, o anche solo andare oltre il primo capitolo. Non ho sottolineato ne appuntato nulla ma credo meriti una seconda lettura per arrivare a questo. Ebbene si, certe volte ho bisogno di sottolineare anche i romanzi XD.
Ero anche piuttosto ottimista portandolo in ospedale quando sono stata ricoverata per l'operazione, salvo poi rendermi conto che avevo talmente tanto dolore da non riuscire a tenere in mano nemmeno un foglio, per cui tutti e 4 i libri che mi ero portata sono rimasti nello zainetto e tornati a casa intonsi.
Il fatto di averci messo mesi per concluderlo sono dettati da varie vicende, prima tra tutte iniziare il libro dopo la diagnosi di cancro e leggere della morte della sorella di Alice per un cancro... Non è proprio la più bella e simpatica delle coincidenze per cui ho mollato. Poi l'ho ripreso e stava andando meglio ma in ospedale come detto non se n'è fatto nulla, al rientro men che meno perché avevo bisogno di qualche settimana di convalescenza ma eccoci ad inizio gennaio, finalmente lo riprendo tra le mani e... in pochi giorni lo finisco.
Sempre convinta di non fermarmi ad una prima impressione, cerco sempre di portare a termine le letture anche se magari sono controvoglia perché mi piace poco.. spesso vengo smentita e ne sono felice.
Ma passiamo alla recensione vera e propria (mi piace fare anche le premesse).
Alice, la protagonista, non mi era molto simpatica all'inizio, ci ho messo parecchio per iniziare a comprenderla e ad apprezzarla, l'evoluzione del suo rapporto con la nipotina, all'inizio molto complicato e che le scombussola totalmente la vita, è stato naturale e semplice. Cosa diversa invece per quanto riguarda il suo rapporto con le persone che incontrerà in Sardegna, non so come spiegarlo ma ho avuto l'impressione che mancasse qualcosa per la gestione dei rapporti con loro sia con il fidanzato francese. Arriva in Sardegna dal nulla, gesto atipico per il personaggio, e il tutto si conclude in pochissimo. Il rapporto con la madre invece è decisamente complicato e, benché la madre risulti particolarmente poco simpatica e accogliente, il tutto si evolve come ci si può aspettare anche grazie a qualche colpo di scena ben inserito ma che non ho capito al volo.
Meraviglioso invece il mondo del miele e delle api, ad un certo punto avrei voluto provare a lavorare con le api, provare ogni genere di miele e scoprire ancora di più cosa nasconde questo mondo incantato che si crea dentro le arnie.
Non mi dilungo oltre anche perché rischierei di svelare troppo per cui vi consiglio la lettura.

Valutazione:  




lunedì 6 marzo 2023

Recensione del romanzo: "Quando le montagne cantano" di Phan Que Mai Nguyen

 




Quando le montagne cantano


Genere: narrativa contemporanea
Pagine: 384
Editore: Nord
Prezzo: 18.00€ cartaceo
Data uscita: 7 gennaio 2021
 

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Trama.

Dal loro rifugio sulle montagne, la piccola Huong e sua nonna Dieu Lan sentono il rombo dei bombardieri americani e scorgono il bagliore degli incendi che stanno devastando Hanoi. Fino a quel momento, per Huong la guerra è stata l'ombra che ha risucchiato i suoi genitori, e adesso quell'ombra sta avvolgendo anche lei e la nonna. Tornate in città, scoprono che la loro casa è completamente distrutta, eppure non si scoraggiano e decidono di ricostruirla, mattone dopo mattone. E, per infondere fiducia nella nipote, Dieu Lan inizia a raccontarle la storia della sua vita: degli anni nella tenuta di famiglia sotto l'occupazione francese e durante le invasioni giapponesi; di come tutto fosse cambiato con l'avvento dei comunisti; della sua fuga disperata verso Hanoi senza cibo né denaro e della scelta di abbandonare i suoi cinque figli lungo il cammino, nella speranza che, prima o poi, si sarebbero ritrovati. E così era accaduto, perché lei non si era mai persa d'animo. Quando la nuova casa è pronta, la guerra è ormai conclusa. I reduci tornano dal fronte e anche Huong finalmente può riabbracciare la madre, Ngoc. Ma è una donna molto diversa da quella che lei ricordava. La guerra le ha rubato le parole e toccherà a Huong darle una voce, per aiutarla a liberarsi del fardello di troppi segreti... La saga di una famiglia che si dipana lungo tutto il Novecento, in un Paese diviso e segnato da carestie, guerre e rivoluzioni. Tre generazioni di donne forti, che affrontano la vita con coraggio e determinazione. Una storia potente e lirica insieme, che ci ricorda il valore dei legami familiari e gli ostacoli che siamo disposti a superare per rimanere accanto alle persone che amiamo.


Recensione:
Ho aspettato un po prima di scrivere la recensione, avevo bisogno di metabolizzare la storia e capire se effettivamente i punti che non mi erano piaciuti erano dati dal momento oppure si erano radicati confermando le mie perplessità.
Questo libro l'ho iniziato come risultato di un suggerimento tramite sondaggio instagram e le opinioni erano più che buone, per cui ho pensato di ordinarlo in biblioteca.
Ho (stranamente) letto la trama per capire meglio la storia e l'ho dovuta rileggere anche a lettura inoltrata perché faticavo a comprendere quale fosse lo scopo della scrittrice in questa storia.
Ho fatto un'enorme fatica a ricordare i nomi e a collegarli ai personaggi strada facendo ma quello è un problema personale e che non ho calcolato per la valutazione del libro.
Inoltre c'è stata un'altra fatica, superata dopo qualche capitolo, ovvero l'entrare nel meccanismo delle date ad inizio capitolo, ovvero c'è scritta una data che corrisponde a ciò che viene raccontato collegandolo però in un secondo momento... mi spiego meglio.. c'è ad esempio 1935 ma quando inizi a leggere c'è la nonna che parla alla nipote, per poi capire che la data corrisponde al periodo di cui parlerà la nonna alla nipote. (non scrivo i nomi altrimenti sbaglio)

I fatti narrati sono molto crudi, difficile andare oltre senza portarsi dentro qualcosa di ciò che si legge, soprattutto se si pensa che sono fatti raccontati da reali veterani della guerra in Vietnam.
La storia in sè è interessante, ma a mio avviso è tanta roba, troppa e alcune cose sono trattate in modo un po semplice, forse dando per scontato che possa essere compreso.
L'unica a cui mi sono un pochino affezionata è la nonna anche se ho trovato molto difficile entrare in empatia con personaggi che in realtà lo avrebbero meritato.
La storia di fondo con la sofferenza della guerra, la separazione obbligata, lo smarrimento di una famiglia che si sgretola piano piano nella speranza di potersi un giorno ritrovare, i legami con gli antenati.. sono tutte piccole parti che avrebbero potuto creare una storia vincente e meravigliosa... Personalmente l'ho trovata a tratti difficile da proseguire, a tratti difficile da comprendere e in altri momenti molto bella e interessante ma restano dei buchi a mio avviso importanti, soprattutto nella seconda parte.
E' una lettura molto intensa, non per un passatempo o da sotto l'ombrellone per cui se volete accostarvi a questo romanzo sappiate che alcune parti saranno dolorose, altre meno ma di leggero non c'è praticamente nulla. La consiglio per il contenuto e la storia che nel complesso ho trovato interessante anche se non del tutto.

Valutazione: 

sabato 7 gennaio 2023

Recensione del romanzo: "L'estate più bella della mia vita" di Alice Buzzella







  L'estate più bella della mia vita

Genere: Narrativa contemporanea
Pagine: 162
Editore: Pav Edizioni
Prezzo: 13.30€ cartaceo
Data uscita: 26 maggio 2021
 

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Trama.

È la notte prima degli esami di maturità, Caterina si trova in bilico sul filo della vita, il termine di un percorso importante che la porterà ad affacciarsi al mondo degli adulti. Non si sente ancora pronta per affrontare tutto questo, la sua mente è confusa, ha paura di prendere decisioni sbagliate, come lasciarsi alle spalle la sua più importante storia d’amore. Per uno strano scherzo del destino incontra Federico, promettente studente universitario alla facoltà di Medicina, dal fare burbero, la cui vita gli ha riservato una spiacevole sorpresa. La condivisione di un segreto importante li porterà a conoscersi sempre di più, divenendo complici l’uno dell’altra in un’estate che ricorderanno per sempre come l’estate più bella della loro vita.


Recensione:

Questa è stata la prima lettura del nuovo anno, la trama mi ha portata a credere che fosse il classico romance a cui sono abituata (ma che ogni volta amo leggere), invece si è rivelato qualcosa di ben diverso per due aspetti.
Il primo aspetto riguarda la tipologia di esposizione capitolo dopo capitolo, è un racconto molto introspettivo, che si focalizza e si basa principalmente su ciò che sentono i due protagonisti, sui sentimenti, sulle lotte interiori, sui cambiamenti dopo due eventi importanti, uno per lei e uno per lui...
L'introspezione ci sta, ma non troppo, non una cosa costante che porta ad appesantire la storia con le costanti e continue descrizioni che a tratti ho trovato troppo pesanti e mi portavano anche a saltare alcune frasi per capire dove volesse arrivare la storia.
Tutti a quell'età ci siamo fatti un sacco di film mentali, di paranoie e di monologhi interiori, soprattutto quando capitava di riflettere su eventi anche pesanti, per questo non è difficile identificarsi con i personaggi, soprattutto con Caterina.
Il secondo aspetto riguarda il finale, qualcosa di diverso e che non è facile trovare, non posso dirvi altro altrimenti rischio degli spoiler.

Passiamo ai personaggi...
Caterina è una ragazza semplice, in totale ansia per l'esame di maturità e come molte ragazze della sua età, una volta concluso l'esame pensa solo a volersi prima divertire e poi allontanarsi da tutto per rimettere insieme i pezzi della sua vita e capire cosa vuole veramente.. 
In tutto questo incontra Federico, un ragazzo che, dopo una scoperta devastante decide di vivere la sua vita a pieno e senza freni, senza perdersi un solo attimo...
In Caterina trova un appoggio, una persona che dice cosa pensa senza freni e una persona con cui poter essere se stesso senza paura di essere trattato con compassione, tanto che nessuno (nemmeno i genitori) a parte lei sa quale sia questa scoperta che gli ha sconvolto la vita.
Caterina lo accetta anche se non sempre condivide il suo modo di vedere la vita o di affrontare questo peso soprattutto quando saranno sempre più vicini.

La storia è interessante, scritta bene, i capitoli sono corti, iniziano con una piccola parte in prima persona per poi passare al racconto in terza persona. Essendo un romanzo corto (163 pagine), non c'è stato modo di approfondire parti che secondo me meritavano più spazio. Più pagine avrebbero permesso di aggiungere parti di racconto per spezzare quella costante introspezione rendendo la lettura più fruibile.
La lettura è consigliata ma ci tengo ad aggiungere una nota molto personale, se volete iniziarla tenete conto di come state in quel momento, se siete in un periodo un po giù di corda e non molto sereno probabilmente questa lettura è meglio se la rimandate. Se invece va tutto bene, allora per spezzare con le solite letture la consiglio subito.

Valutazione: 


lunedì 23 settembre 2019

Recensione: "Il profumo delle foglie di limone" di Clara Sanchez







Il profumo delle foglie di limone.
Genere: Narrativa moderna 
Pagine: 360
Prezzo:  2,99€ ebook -  10,00€ cartaceo
Editore: Garzanti
Data uscita: 13 gennaio 2011

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Trama.

Spagna, Costa Blanca. Il sole è ancora molto caldo nonostante sia già settembre inoltrato. Per le strade non c'è nessuno, e l'aria è pervasa da un intenso profumo di limoni che arriva fino al mare. È qui che Sandra, trentenne in crisi, ha cercato rifugio: non ha un lavoro, è in rotta con i genitori, è incinta di un uomo che non è sicura di amare. È confusa e si sente sola, ed è alla disperata ricerca di una bussola per la sua vita. Fino al giorno in cui non incontra occhi comprensivi e gentili: si tratta di Fredrik e Karin Christensen, una coppia di amabili vecchietti. Sono come i nonni che non ha mai avuto. Momento dopo momento, le regalano una tenera amicizia, le presentano persone affascinanti, come Alberto, e la accolgono nella grande villa circondata da splendidi fiori. Un paradiso. Ma in realtà si tratta dell'inferno. Perché Fredrik e Karin sono criminali nazisti. Si sono distinti per la loro ferocia e ora, dietro il loro sguardo pacifico, covano il sogno di ricominciare. Lo sa bene Julian, scampato al campo di concentramento di Mathausen, che da giorni segue i loro movimenti passo dopo passo. Ora, forse, può smascherarli e Sandra è l'unica in grado di aiutarlo. Non è facile convincerla della verità. Eppure, dopo un primo momento di incredulità, la donna comincia a guardarli con occhi diversi. Adesso Sandra l'ha capito: lei e il suo piccolo rischiano molto. Ma non importa. Perché tutti devono sapere. Perché ciò che è successo non cada nell'oblio.


Recensione.

Quando ho scritto nei social che avrei letto questo libro, le opinioni erano nettamente divise; coloro che lo reputavano carino/passabile ma nulla di speciale, a quelle che lo avevano amato; nessuna via di mezzo..
Mi ero innamorata del titolo e della copertina tanto tempo fa poi, una mattina ho trovato la biblioteca chiusa e di fronte un punto di "BookCrossing" ed era lì, per cui l'ho preso.
La trama era diversa rispetto a ciò che mi aspettavo, la copertina si addice poco alla storia, tanto che pensavo fosse più tendente al romance ma in realtà mi sbagliavo, uno sbaglio che ha portato però ad una lettura che mi ha rapita dalla prima pagina.

Ha due narratori, cosa che di base adoro nei romanzi, la trovo una scelta che in questo caso ha reso il romanzo ancora più bello e interessante.
Le voci narranti sono di Sandra e Julian, una ragazza di trent'anni che ha bisogno di mettere in ordine la sua vita ed è in dolce attesa, mentre l'altro è un anziano signore che si mette sulle tracce di vecchi nemici e dolorosi ricordi.
Le loro strade si intrecciano alla perfezione, il loro rapporto cresce poco a poco e saranno degli alleati  fantastici anche se anche tra loro qualche segreto ci sarà per questioni di sopravvivenza.
La vita di Sandra inizia a cambiare dopo aver incontrato i coniugi Christensen e da quel momento la sua strada sarà in salita, fino al momento in cui non potrà fidarsi di chi la circonda  e questo le darà la possibilità di capire che direzione prendere per lei e il suo bambino.

Nulla è come sembra, tutto è come lo immaginiamo ma non sempre equivale alla realtà, certe volte abbiamo sotto agli occhi la verità ma non la vediamo o non vogliamo vederla, basta poco per togliere quel velo che ci separa dalla luce e Sandra dovrà fare i conti con delle conseguenze non da poco.

Il personaggio di Sandra mi è piaciuto molto, sia per come era inizialmente, sia per come si è evoluto durante la storia, a differenza di Julian che alla fine non ho amato per la direzione  presa, mi ha un po delusa.

L'insieme dei personaggi è gestito molto bene, gli intrecci sono ben studiati e nel complesso le descrizioni sono dettagliate e non noiose , cosi come per l'ambientazione dove si capisce bene ogni particolare senza esagerare.

La storia è creata molto bene, scorrevole, interessante, con colpi di scena che tengono incollato il lettore senza annoiare ma continuando a dare stimoli per mantenere viva la voglia di sapere come va a finire.
Il finale... beh, devo dire che mi ha colpita perchè non me lo aspettavo, lo avevo immaginato diverso ma tutto sommato va bene cosi poichè non risulta affatto banale o scontato.
Effettivamente alla fine ci si pone qualche domanda ma sono convinta che non si potrà trovare una risposta univoca, ma diversa in base a chi sta leggendo questo romanzo.

Per cui lo consiglio sicuramente, poi mi direte se anche a voi è piaciuto oppure siete per il team a cui non ha soddisfatto.
Credo proprio si meriti ben 5 stelle...
Cristina

VALUTAZIONE PERSONALE:  

lunedì 25 giugno 2018

Recensione del libro "Un piccolo negozio di fiori a Parigi" di Maxim Huerta







Un piccolo negozio di fiori a Parigi
Genere: Narrativa moderna/contemporanea
Pagine: 331
Prezzo: 15,50 € cartaceo - da 3,50€ ebook 
Editore: Sperling & Kupfer
Data uscita: 2017

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Trama.

C'è un negozio di fiori, nel cuore di Parigi, che raccoglie una magia impossibile da spiegare a parole. Il suo nome è L'Étoile Manquante. L'anziano proprietario, Dominique Brulé, sa che ogni fiore può nascondere un vero e proprio balsamo per l'anima. Lui stesso, quando è venuta a mancare la stella della sua vita, ha scoperto tra i colori e i profumi di quella bottega un conforto inaspettato e ora si adopera per regalare agli altri la felicità. Un po' filosofo, un po' prestigiatore, sa intuire gli stati d'animo, consigliare il fiore giusto per ogni ferita del cuore, trovare le parole adatte ad accompagnare una gioia, un dolore, un'illusione necessaria. Ospiti fisse del negozio sono Mercedes e Tilde, partite dalla Spagna tanti anni prima per inseguire un sogno o la fortuna. Le loro giornate ruotano intorno a quella bottega, ancorate all'amicizia che le lega, scandite dalle irrinunciabili perle di saggezza di Brulé, il «traduttore di fiori». Un giorno, come un improvviso vento fresco, irrompe in quella lenta routine Violeta: vent'anni, incinta e con il cuore spezzato. Assunta come assistente fiorista, porterà lo scompiglio in quelle tre vite silenziose, risvegliando il profumo di emozioni che vogliono tornare a sbocciare. Mentre lei, accolta con affetto da quell'insolita famiglia, imparerà ad apprezzare i doni che ogni stagione può riservare, perché anche il buio dell'inverno che sta attraversando è destinato a rivestirsi dei colori di una nuova primavera. Un romanzo delicato, dove la felicità sta nelle cose semplici e le seconde chance non hanno età. Una storia dedicata a chi sa emozionarsi «per un bacio al cinema, alla fine di un film, per un caffè caldo, per una pioggia inaspettata che solleva l'odore dell'erba, per uno sguardo dentro una vetrina, per una sedia vuota nel bar preferito, per una canzone che piace, per un nuovo mattino.»

Recensione.


Il libro è molto particolare, scritto in un modo che, per chi è abituato ad una trama lineare e scorrevole, il lettore, a tratti, fatichi a riprendere il filo.
I vari personaggi si alternano parlando in prima persona, per poi passare a tratti narrativi, tutto sommato ci si abitua subito a questo stile.

Il “gruppo”, formato da Mercedes e Matilde, detta Tilde, fa capo a Dominique Brulé, proprietario del negozio di fiori a Parigi dove si incontrano tutti i giorni per ricordare il passato e la giovinezza di tutti e tre.
I dolori e le sofferenze di Matilde e Mercedes sono un tema portante. 
Entrambe spagnole sono divenute amiche dopo essere sfuggite alle delusioni affrontate sia nella vita che nell’amore. 
L’inevitabile accettazione dell’ineluttabile rassegnazione che 
“questa è la vita e non si può fare altro che andare avanti e aiutarsi come si può” 
 lo si percepisce dal rapporto che le due donne hanno con i loro animali domestici, un gatto per Matilde e un cane Mercedes: un gatto senza nome che Matilde considera “il gatto che non è il mio gatto” e il cagnolino di Mercedes che è troppo vecchio per poter essere portato a fare una passeggiata perché non si regge in piedi. 
Traspare la profonda solitudine delle loro vite anche in questo rapporto: un gatto che non viene mai quando lo si chiama e un cane che potrebbe morire ben presto. 
Nonostante tutto trovano quella forza e quell’ironia per andare avanti che solo le forti anziane signore sanno far propria, per “vivere” la giornata, prima di ritornare nelle proprie abitazioni piene di ricordi, seguendo i quotidiani rituali: vedersi al negozio di Dominique, prendere il caffè con i biscottini, tornare a casa perdendosi nei ricordi per poi riemergere il giorno dopo rincontrandosi nel negozio …

L’arrivo di Violeta, giovane spagnola, incinta, fuggita da Madrid per il dolore straziante dell’abbandono del fidanzato, porta una ventata di gioventù nel gruppo.
La sua presenza sarà indispensabile quando nella vita di Mercedes il doloroso passato inaspettatamente ritorna e toccherà proprio a Violeta scoprirne il mistero. 
Un mistero che permetterà a Tilde e Violeta di intrecciare un rapporto affettuoso come “nonna e nipote”.

Un’altra misteriosa presenza ogni tanto aleggia, quella del “narratore” a cui, in alcuni momenti i personaggi “non danno retta”, vivendo un attimo di vita propria, esprimendo i loro pensieri personali con tranquillità; un “narratore” che consiglia a sé stesso come prendersi cura di uno o l’altro dei personaggi e che, ad un certo punto, diventa egli stesso uno dei protagonisti.
Tra la tenera abitudine di Dominique di parlare ai suoi fiori e la descrizione di come anche loro divengano protagonisti quando vengono descritti nell’atto di volgere le corolle per ascoltare i colloqui che si svolgono nel negozio, tanto da immaginarli davvero mentre si muovono delicati.
Dalla romantica mania di Mercedes di rifugiarsi nella sua libreria preferita, Shakespeare and Company, per scrivere bigliettini anonimi da infilare furtivamente nei libri che verranno poi comprati, tipo “Anche non voler pensare conta come felicità”; al concierge Julien con la sua collezione di francobolli lasciati sulle buste per non rovinarli e che permetteranno a Violeta e Tilde di aiutare Mercedes a sua insaputa; al dolce ricordo della moglie di Dominique, alle vie di Parigi imbiancate dalla neve e dagli addobbi natalizi, alla nuova vita che arriva mentre un’altra se ne andrà improvvisamente ma in una maniera che, dopo aver letto, non ci stupisce seppur ci rattrista il libro a tratti meno scorrevole e forse un po’ confusi merita di essere letto.
Se non altro per l’atmosfera che crea. 
Forse sarebbe meglio concentrarsi singolarmente sui personaggi e assemblarli a poco a poco, questo saltare da uno all’altro, questo passare da un brano narrato ad uno in prima persona scoprendo che non appartiene al personaggio di cui si parlava precedentemente, come se ognuno volesse prevaricare sull’altro, insinuarsi, mentre sta parlando un personaggio, quasi a volergli rubare la scena sembra portare un po’ di confusione. 
Alla fine si realizza che la trama è molto semplice e, tutto sommato, gradevole.
La frase con cui vorrei concludere è quella scritta in copertina, uno dei messaggi: 
“Bisogna insistere nell’allegria” perché, alla fine, il vero significato di questo libro, il suo personale messaggio è proprio questo!

Stefania

VALUTAZIONE PERSONALE: