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giovedì 29 agosto 2024

Recensione del romanzo: "Cambiare l'acqua ai fiori" di Valérie Perrin






Cambiare l'acqua ai fiori.

Generenarrativa contemporanea
Pagine: 480
Editore: PubMe
Prezzo: 19.00€ cartaceo
Data uscita: 19 luglio 2019
 

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Trama.

Violette Toussaint è guardiana di un cimitero di una cittadina della Borgogna. Ricorda un po’ Renée, la protagonista dell’Eleganza del riccio, perché come lei nasconde dietro un’apparenza sciatta una grande personalità e una vita piena di misteri. Durante le visite ai loro cari, tante persone vengono a trovare nella sua casetta questa bella donna, solare, dal cuore grande, che ha sempre una parola gentile per tutti, è sempre pronta a offrire un caffè caldo o un cordiale. Un giorno un poliziotto arrivato da Marsiglia si presenta con una strana richiesta: sua madre, recentemente scomparsa, ha espresso la volontà di essere sepolta in quel lontano paesino nella tomba di uno sconosciuto signore del posto. Da quel momento le cose prendono una piega inattesa, emergono legami fino allora taciuti tra vivi e morti e certe anime, che parevano nere, si rivelano luminose. Attraverso incontri, racconti, flashback, diari e corrispondenze, la storia personale di Violette si intreccia con mille altre storie personali in un caleidoscopio di esistenze che vanno dal drammatico al comico, dall’ordinario all’eccentrico, dal grigio a tutti i colori dell’arcobaleno. La vita di Violette non è certo stata una passeggiata, è stata anzi un percorso irto di difficoltà e contrassegnato da tragedie, eppure nel suo modo di approcciare le cose quel che prevale sempre è l’ottimismo e la meraviglia che si prova guardando un fiore o una semplice goccia di rugiada su un filo d’erba.


Recensione:

Avete presente quelle letture che vi fanno provare un misto di amore e odio? Quelle che iniziano lentamente, quasi faticosamente, ma poi vi catturano, solo per farvi inciampare nuovamente in momenti di frustrazione, prima di riconquistare il vostro affetto? Ecco, questo libro rientra perfettamente in questa categoria, almeno per me.
L'ho iniziato qualche mese fa, esattamente il 24 marzo per poi concluderlo il 24 agosto (grazie goodreads).
L'inizio è stato piuttosto lento, tanto che faticavo a comprendere la direzione della storia, il ruolo dei personaggi e il loro vero carattere. Probabilmente ho iniziato la lettura nel momento sbagliato. Può capitare... motivo per cui, quando una lettura non mi arriva, quando non riesco ad entrare in quel mondo, non mollo ma vado avanti.
Ho fatto bene perché scavallati i primi capitoli, ho iniziato a capire, fare ordine, conoscere i personaggi e il loro ruolo all'interno della storia. Addirittura quasi ad adorare il lavoro di Violette. Mi sono chiesta perché non ci sia qui, sarebbe splendido poter fare come lei. Scrivere, appuntare le parole dei vivi per i loro cari, pulire, cambiare l'acqua ai fiori di chi non può farlo, lasciare un fiore sulle tombe dimenticate, conoscere storie, consolare...
Non posso negare che Violette sia un personaggio al quale legarsi senza troppi problemi, ha una personalità speciale. Chi la circonda lo sa bene, chi invece è stato sul suo cammino precedente a questa vita, non ha avuto lo stesso sentimento.. Violette è accomodante, simpatica, diretta, ha un'anima che si è creata camminando sui vetri rotti della vita voltandosi per raccoglierli, fonderli e ricreando qualcosa di meraviglioso. Le parti in cui si racconta del suo passato non sono facili, a tratti capisci già chi è, ma non è da tutti uscire come un fiore nuovo da ciò che ha vissuto. 
Alcuni capitoli sono stati estremamente difficili, ci sono argomenti ed eventi che urtano, irritano, vorresti saltarli, andare oltre, provi pena (in senso negativo) per alcuni personaggi. Quelli fanno parte del momento "odio". Non so, per quanto sia stato veramente una montagna russa leggerlo, mi piacerebbe ritrovare Violette altrove, che spunta in qualche altro romanzo dopo anni per sapere come sta quella guardiana che vorrei andare a trovare per bere un tè osservando la sua casa e il suo orto come se stessi andando da una cara zia. 

Philippe, lo conoscerete quasi subito e probabilmente, come me proverete una serie di sentimenti che cozzano tra loro. Dalla rabbia, al volerlo prendere a cazzotti, al provare pena (sia in senso buono che meno buono). Resta il fatto che si capisce quanto il background possa plasmare una persona portandola ad essere il proprio peggio o meglio... sta a noi scegliere e non possiamo sempre incolpare gli altri. 
Lui ha scelto il peggio, ha avuto possibilità per andare oltre ma è rimasto focalizzato su ciò che poteva essere la versione peggiore di se stesso.

Sasha, oltre la metà del romanzo ci è dato conoscerlo meglio, è una boccata di ossigeno non solo nella vita di Violette ma anche nella nostra mentre leggiamo, permette di ricalibrare il giudizio sulla lettura distogliendo l'attenzione da altre cose che ti farebbero voglia di chiudere il libro e lasciarlo a prendere polvere. Non è un personaggio salvifico, ma sicuramente aggiunge equilibrio alla narrazione. 
[Specifica: può sembrare un giudizio negativo invece è una nota più che positiva per l'autrice che ha saputo dosare e inserire bombole di ossigeno nei momenti giusti]. 

Non sto a dilungarmi. Diventa difficile per me dare un giudizio perché potrei cambiarlo in base alla giornata ma credo che al momento in 3 stelle e mezzo sia più che corretto. Vi consiglio la lettura se avete la mente sgombra, se invece è piuttosto carica, allora rimandate."


VALUTAZIONE: 

lunedì 6 marzo 2023

Recensione del romanzo: "Quando le montagne cantano" di Phan Que Mai Nguyen

 




Quando le montagne cantano


Genere: narrativa contemporanea
Pagine: 384
Editore: Nord
Prezzo: 18.00€ cartaceo
Data uscita: 7 gennaio 2021
 

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Trama.

Dal loro rifugio sulle montagne, la piccola Huong e sua nonna Dieu Lan sentono il rombo dei bombardieri americani e scorgono il bagliore degli incendi che stanno devastando Hanoi. Fino a quel momento, per Huong la guerra è stata l'ombra che ha risucchiato i suoi genitori, e adesso quell'ombra sta avvolgendo anche lei e la nonna. Tornate in città, scoprono che la loro casa è completamente distrutta, eppure non si scoraggiano e decidono di ricostruirla, mattone dopo mattone. E, per infondere fiducia nella nipote, Dieu Lan inizia a raccontarle la storia della sua vita: degli anni nella tenuta di famiglia sotto l'occupazione francese e durante le invasioni giapponesi; di come tutto fosse cambiato con l'avvento dei comunisti; della sua fuga disperata verso Hanoi senza cibo né denaro e della scelta di abbandonare i suoi cinque figli lungo il cammino, nella speranza che, prima o poi, si sarebbero ritrovati. E così era accaduto, perché lei non si era mai persa d'animo. Quando la nuova casa è pronta, la guerra è ormai conclusa. I reduci tornano dal fronte e anche Huong finalmente può riabbracciare la madre, Ngoc. Ma è una donna molto diversa da quella che lei ricordava. La guerra le ha rubato le parole e toccherà a Huong darle una voce, per aiutarla a liberarsi del fardello di troppi segreti... La saga di una famiglia che si dipana lungo tutto il Novecento, in un Paese diviso e segnato da carestie, guerre e rivoluzioni. Tre generazioni di donne forti, che affrontano la vita con coraggio e determinazione. Una storia potente e lirica insieme, che ci ricorda il valore dei legami familiari e gli ostacoli che siamo disposti a superare per rimanere accanto alle persone che amiamo.


Recensione:
Ho aspettato un po prima di scrivere la recensione, avevo bisogno di metabolizzare la storia e capire se effettivamente i punti che non mi erano piaciuti erano dati dal momento oppure si erano radicati confermando le mie perplessità.
Questo libro l'ho iniziato come risultato di un suggerimento tramite sondaggio instagram e le opinioni erano più che buone, per cui ho pensato di ordinarlo in biblioteca.
Ho (stranamente) letto la trama per capire meglio la storia e l'ho dovuta rileggere anche a lettura inoltrata perché faticavo a comprendere quale fosse lo scopo della scrittrice in questa storia.
Ho fatto un'enorme fatica a ricordare i nomi e a collegarli ai personaggi strada facendo ma quello è un problema personale e che non ho calcolato per la valutazione del libro.
Inoltre c'è stata un'altra fatica, superata dopo qualche capitolo, ovvero l'entrare nel meccanismo delle date ad inizio capitolo, ovvero c'è scritta una data che corrisponde a ciò che viene raccontato collegandolo però in un secondo momento... mi spiego meglio.. c'è ad esempio 1935 ma quando inizi a leggere c'è la nonna che parla alla nipote, per poi capire che la data corrisponde al periodo di cui parlerà la nonna alla nipote. (non scrivo i nomi altrimenti sbaglio)

I fatti narrati sono molto crudi, difficile andare oltre senza portarsi dentro qualcosa di ciò che si legge, soprattutto se si pensa che sono fatti raccontati da reali veterani della guerra in Vietnam.
La storia in sè è interessante, ma a mio avviso è tanta roba, troppa e alcune cose sono trattate in modo un po semplice, forse dando per scontato che possa essere compreso.
L'unica a cui mi sono un pochino affezionata è la nonna anche se ho trovato molto difficile entrare in empatia con personaggi che in realtà lo avrebbero meritato.
La storia di fondo con la sofferenza della guerra, la separazione obbligata, lo smarrimento di una famiglia che si sgretola piano piano nella speranza di potersi un giorno ritrovare, i legami con gli antenati.. sono tutte piccole parti che avrebbero potuto creare una storia vincente e meravigliosa... Personalmente l'ho trovata a tratti difficile da proseguire, a tratti difficile da comprendere e in altri momenti molto bella e interessante ma restano dei buchi a mio avviso importanti, soprattutto nella seconda parte.
E' una lettura molto intensa, non per un passatempo o da sotto l'ombrellone per cui se volete accostarvi a questo romanzo sappiate che alcune parti saranno dolorose, altre meno ma di leggero non c'è praticamente nulla. La consiglio per il contenuto e la storia che nel complesso ho trovato interessante anche se non del tutto.

Valutazione: 

venerdì 30 dicembre 2022

Recensione del romanzo: "Io sono Persefone" di Daniele Coluzzi

                                  


      

   Io sono Persefone

Genere: Narrativa per ragazzi
Pagine: 298
Editore: Rizzoli
Prezzo: 17,00€ cartaceo
Data uscita: 3 maggio 2022
 

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Trama.

Il destino di Core, giovane dea, è già stato scritto: regnerà sulla natura, assicurando terreno fertile e raccolti abbondanti. E, soprattutto, non si innamorerà mai, rimanendo casta per sempre. È ciò che sua madre, Demetra, ha deciso per lei e che Core ha sempre creduto di desiderare. Ma il fato è imprevedibile, anche per una divinità dell’Olimpo. Durante una passeggiata tra i campi ai piedi dell’Etna, Core viene rapita: Ade, il sovrano degli Inferi ha scelto proprio lei come sua regina. Improvvisamente, la giovane dea si trova sola in un mondo tenebroso e sconosciuto, popolato da anime defunte e divinità mostruose: gli Inferi sono la sua nuova casa, e Persefone il suo nuovo nome. Fuggire, il suo unico obiettivo. Ma gli opposti esistono solo nella nostra mente, o almeno è ciò di cui vuole convincerla l’oscuro signore degli Inferi. Nel regno della morte, le certezze di Core, dea della vita e della fertilità, cominciano a vacillare. Tocca soltanto a lei, ora, scrivere il proprio destino e scegliere: a quale mondo appartiene davvero? Persefone è una protagonista senza tempo, alla ricerca, come tutti noi, della propria voce, in un viaggio nelle profondità degli Inferi e dell’animo umano.

QUI TROVATE UN ESTRATTO

Recensione:

Sono arrivata a questo libro tramite delle segnalazioni di altri lettori, non ho nemmeno letto la trama ma, come mi capita spesso, sono stata attratta dalla copertina e dal titolo.
Solo dopo i primi capitoli mi sono decisa a leggere la trama per capire meglio cosa aspettarmi.
Quando si trattano dei miti e le divinità che ne sono protagoniste il rischio di cadere nella pesantezza di certi racconti è facile, in questa occasione l'autore ha fatto un ottimo lavoro.
La lettura scorre leggera, l'ho concluso in circa 3 giorni nonostante tre figli a casa da scuola per cui potete ben capire che la lettura è decisamente fluida.
Il personaggio di Core ha avuto un'evoluzione quasi drastica verso la fine, l'inizio è stato piuttosto tranquillo, poi, dal rapimento di Ade, il personaggio si è fatto più intenso, dalla disperazione all'essere forte e determinata, per poi avere un'improvvisa maturazione di cui ho fatto fatica a comprenderne l'origine e il reale significato.
Avrei letto volentieri molte più pagine per poterlo capire e approfondire ma essendo una lettura per ragazzi/adolescenti, ci può stare (forse?) che ciò non ci sia stato.
Ade in alcuni momenti mi fa quasi pena per come viene trattato da Core, certo, lei è stata rapita per cui ci sta come atteggiamento, vuole spiegazioni ma non le ascolta realmente, si arrabbia e vorrebbe solo andarsene ma c'è anche qualcosa che la attira e vorrebbe capire.
Il racconto mi ha subito appassionata e ha fatto scattare in me la voglia di leggere altri romanzi dedicati a divinità e miti per cui è un'altra nota positiva.
Il finale troppo asciutto e sbrigativo, lo avrei ulteriormente approfondito, non di molto, ma un paio di capitoli ci stavano; anche se per ragazzi qualche pagina in più avrebbe dato un quadro più completo di ciò che accade dopo per avere una visuale più ampia sul cambiamento di Persefone.
Dire che ho detto tutto, anche perchè qui intorno i pargoli non mi permettono il massimo della concentrazione per poter scrivere altro..

Lettura consigliata anche per chi non è appassionato di miti e divinità perché potrebbe essere una piacevole scoperta.

Valutazione: 

mercoledì 29 dicembre 2021

Review party: "Dove la neve si colora di rosa" di Mariangela Agnes

 



Dove la neve si colora di rosa di Mariangela Agnes

Genere: narrativa/romanzo rosa
Pagine: 248
Prezzo:  0,99€ ebook -  20.00€ cartaceo
Editore: Self
Data uscita: 10 dicembre 2021

 

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Sinossi.

Tra le magiche montagne di Gressoney-Saint-Jean, in Valle d’Aosta, il Monte Rosa domina il piccolo borgo e in una tipica casa di montagna abita la protagonista di questa dolce storia: Anabel Armand.
Corre l’anno 1976, Anabel ha dodici anni ed è una grande sognatrice dall’animo romantico e artistico.
Dietro a quel viso minuto a forma di cuore, quei due grandi occhi da cerbiatta e una frangetta sbarazzina, si nasconde un cuore d’oro, ma anche un carattere forte e determinato.
Anabel porta sempre un grande cappello rosso dalla forma a punta fatto a mano dalla nonna, ha sempre un sorriso per tutti e vive ogni giornata con allegria, dividendosi tra scuola, compiti e passeggiate all’aria aperta. Non possono mancare le pattinate al lago ghiacciato del paese con i suoi amici più cari di sempre; pattinare è una delle sue più grandi passioni.
Come il disegno, il canto e la lettura dei suoi amati libri.
Anabel tende a perdersi tra le pagine dei romanzi, ma anche tra i meravigliosi paesaggi che la circondano: la natura, le sue amate montagne e i magici fiocchi di neve sono vita per lei.
La sua personalità dolce, l’apprezzare le piccole cose e la sua spontaneità, le permettono di accogliere tutto come un dono.
E mentre vive le sue avventure quotidiane tra le magiche montagne e tutto scorre allegramente, Anabel scoprirà che la vita ha ancora in serbo per lei tante sorprese speciali, che la faranno crescere e vivere nuove bellissime emozioni.
Sta arrivando il mese di dicembre con la magia del Natale e tante incantevoli nevicate, ma sarà proprio la magia della neve, come narra la leggenda della nonna Erina, a far vivere ad Anabel un magico sogno inaspettato che le farà battere il cuore?

Tra amicizie e vecchi ricordi tra i banchi di scuola, i primi batticuori e le guance rosse, il valore della famiglia, paesaggi mozzafiato e luccicanti cristalli di neve rosa, preparatevi a sognare…
Un lago ghiacciato azzurro come il cielo sarà il testimone di un amore immenso che nasce tra due adolescenti, forse per durare per sempre?
Questo lo scoprirete soltanto leggendo questa magica storia.
Una storia d’altri tempi.
Una storia che entra nel cuore.
E allora fatevi cullare da questo dolce racconto.
Pronti a vivere indimenticabili avventure sulla soffice bianca neve?
Anabel vi aspetta tra le maestose montagne del suo paesino, a Gressoney-Saint-Jean… là, proprio là, dove la neve si colorava di rosa

Recensione.

Bastano poche pagine per rendersi conto che la protagonista ci accompagnerà pagina dopo pagina in un mondo meraviglioso, quasi incantato, dove si possono assaporare i valori che oggi difficilmente si trovano, l'atmosfera di Casa con la "C" maiuscola, quel calore che si respirava una volta e che fa tanto bene al cuore.
Quella spensieratezza e semplicità che ti permette di essere felice con poco, anche solo con delle matite colorate oppure osservando una montagna che si colora di rosa, vedendo anche in quel semplice particolare qualcosa di magico e speciale.
Mi sono bastate poche pagine per capire che avrei assaporato quel racconto pagina dopo pagina, godendomi i piccoli gesti quotidiani di Anabel come un ritorno al passato, un ritorno a quella dolcezza e gioia che Mariangela sa raccontare molto bene.
Tra l'ansia di arrivare in ritardo alla lezione di arte e la gioia di andare a fare commissioni per la nonna mentre lei cucina qualcosa oppure lavora a maglia.
(Ok, ho un debole per la nonna perchè mi ricorda la mia e mi manca tanto...)
Beh, come non percepire quel calore di casa immaginando la nonna accanto al camino mentre sferruzza silenziosa ma attenta sulla sua poltrona.

Un libro non solo fatto di parole ma anche di immagini, si, perchè tra i vari capitoli ci sono anche delle bellissime illustrazioni.
Opere della scrittrice che oltre a saper scrivere molto bene, riesce, grazie a delle matite colorate, a disegnare piccoli momenti di quotidianità con le sue mani, non con particolari grafiche fatte a computer, ma semplici disegni manuali creati con amore ma che sanno cogliere l'essenza... basta vedere la copertina.
Le ambientazioni sono ben descritte e ti permettono di ritrovarti catapultata in mezzo alle montagne, tra la neve, il freddo e una ramanzina di Anabel perchè non ti sei coperta abbastanza per le temperature di quel luogo.
Vogliamo parlare dell'amore?
Non quello a cui ci stanno abituando, ma quello puro, semplice, da batticuore e farfalle nello stomaco.
Grazie Mariangela per averci donato questa storia, per averci trasmesso tutte queste emozioni sane, buone e che possono anche riparare un po il cuore

Lettura super consigliata e quasi quasi la farò leggere anche a mia figlia che ha praticamente l'età della protagonista..

Buona lettura.

lunedì 23 settembre 2019

Recensione: "Il profumo delle foglie di limone" di Clara Sanchez







Il profumo delle foglie di limone.
Genere: Narrativa moderna 
Pagine: 360
Prezzo:  2,99€ ebook -  10,00€ cartaceo
Editore: Garzanti
Data uscita: 13 gennaio 2011

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Trama.

Spagna, Costa Blanca. Il sole è ancora molto caldo nonostante sia già settembre inoltrato. Per le strade non c'è nessuno, e l'aria è pervasa da un intenso profumo di limoni che arriva fino al mare. È qui che Sandra, trentenne in crisi, ha cercato rifugio: non ha un lavoro, è in rotta con i genitori, è incinta di un uomo che non è sicura di amare. È confusa e si sente sola, ed è alla disperata ricerca di una bussola per la sua vita. Fino al giorno in cui non incontra occhi comprensivi e gentili: si tratta di Fredrik e Karin Christensen, una coppia di amabili vecchietti. Sono come i nonni che non ha mai avuto. Momento dopo momento, le regalano una tenera amicizia, le presentano persone affascinanti, come Alberto, e la accolgono nella grande villa circondata da splendidi fiori. Un paradiso. Ma in realtà si tratta dell'inferno. Perché Fredrik e Karin sono criminali nazisti. Si sono distinti per la loro ferocia e ora, dietro il loro sguardo pacifico, covano il sogno di ricominciare. Lo sa bene Julian, scampato al campo di concentramento di Mathausen, che da giorni segue i loro movimenti passo dopo passo. Ora, forse, può smascherarli e Sandra è l'unica in grado di aiutarlo. Non è facile convincerla della verità. Eppure, dopo un primo momento di incredulità, la donna comincia a guardarli con occhi diversi. Adesso Sandra l'ha capito: lei e il suo piccolo rischiano molto. Ma non importa. Perché tutti devono sapere. Perché ciò che è successo non cada nell'oblio.


Recensione.

Quando ho scritto nei social che avrei letto questo libro, le opinioni erano nettamente divise; coloro che lo reputavano carino/passabile ma nulla di speciale, a quelle che lo avevano amato; nessuna via di mezzo..
Mi ero innamorata del titolo e della copertina tanto tempo fa poi, una mattina ho trovato la biblioteca chiusa e di fronte un punto di "BookCrossing" ed era lì, per cui l'ho preso.
La trama era diversa rispetto a ciò che mi aspettavo, la copertina si addice poco alla storia, tanto che pensavo fosse più tendente al romance ma in realtà mi sbagliavo, uno sbaglio che ha portato però ad una lettura che mi ha rapita dalla prima pagina.

Ha due narratori, cosa che di base adoro nei romanzi, la trovo una scelta che in questo caso ha reso il romanzo ancora più bello e interessante.
Le voci narranti sono di Sandra e Julian, una ragazza di trent'anni che ha bisogno di mettere in ordine la sua vita ed è in dolce attesa, mentre l'altro è un anziano signore che si mette sulle tracce di vecchi nemici e dolorosi ricordi.
Le loro strade si intrecciano alla perfezione, il loro rapporto cresce poco a poco e saranno degli alleati  fantastici anche se anche tra loro qualche segreto ci sarà per questioni di sopravvivenza.
La vita di Sandra inizia a cambiare dopo aver incontrato i coniugi Christensen e da quel momento la sua strada sarà in salita, fino al momento in cui non potrà fidarsi di chi la circonda  e questo le darà la possibilità di capire che direzione prendere per lei e il suo bambino.

Nulla è come sembra, tutto è come lo immaginiamo ma non sempre equivale alla realtà, certe volte abbiamo sotto agli occhi la verità ma non la vediamo o non vogliamo vederla, basta poco per togliere quel velo che ci separa dalla luce e Sandra dovrà fare i conti con delle conseguenze non da poco.

Il personaggio di Sandra mi è piaciuto molto, sia per come era inizialmente, sia per come si è evoluto durante la storia, a differenza di Julian che alla fine non ho amato per la direzione  presa, mi ha un po delusa.

L'insieme dei personaggi è gestito molto bene, gli intrecci sono ben studiati e nel complesso le descrizioni sono dettagliate e non noiose , cosi come per l'ambientazione dove si capisce bene ogni particolare senza esagerare.

La storia è creata molto bene, scorrevole, interessante, con colpi di scena che tengono incollato il lettore senza annoiare ma continuando a dare stimoli per mantenere viva la voglia di sapere come va a finire.
Il finale... beh, devo dire che mi ha colpita perchè non me lo aspettavo, lo avevo immaginato diverso ma tutto sommato va bene cosi poichè non risulta affatto banale o scontato.
Effettivamente alla fine ci si pone qualche domanda ma sono convinta che non si potrà trovare una risposta univoca, ma diversa in base a chi sta leggendo questo romanzo.

Per cui lo consiglio sicuramente, poi mi direte se anche a voi è piaciuto oppure siete per il team a cui non ha soddisfatto.
Credo proprio si meriti ben 5 stelle...
Cristina

VALUTAZIONE PERSONALE:  

lunedì 9 aprile 2018

Recensione del libro "La locanda degli amori sospesi" di Viviana Picchiarelli




La locanda degli amori sospesi.
Genere: Narrativa rosa
Pagine: 316
Prezzo: 10,00 € cartaceo - da 0,99€ ebook 
Editore: Newton Compton
Data uscita: 2018

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Trama.
La locanda dei libri è un casale sulle sponde del lago Trasimeno. Negli anni è diventato un punto di riferimento per lettori onnivori e scrittori in cerca di ispirazione. L’atmosfera ricca di charme e dal tocco provenzale, le stanze traboccanti di romanzi lo rendono rifugio ideale per i clienti che cercano conforto nelle pagine e nelle storie altrui. Proprio la locanda, dopo trent’anni, fa da scenario all’incontro tra Matilde, ex psicoterapeuta e ora proprietaria del casale, e Matteo, avvocato di professione e scrittore per passione. Il loro amore, interrottosi bruscamente quando stava per diventare un sentimento assoluto e potente, sarà però costretto a fare i conti con il tempo che è trascorso, con i traguardi che entrambi hanno raggiunto e anche con gli errori commessi. Matteo e Matilde vivranno un confronto fatto di ricordi, dolore e passione. È possibile recuperare le emozioni nate tanti anni fa e che nessuno dei due ha mai dimenticato? E ritrovare quella parte di sé che senza l’altro sembrava perduta?


Recensione

Proprio ieri ho terminato la lettura di questo romanzo, continuando con la parte dei romanzi rosa a cui ultimamente sono particolarmente legata.
La storia è particolarmente scorrevole, i 66 capitoli si susseguono in modo spontaneo uno dopo l'altro, gli intrecci che si creano non sono scontati ma nemmeno troppo esaltanti.
A differenza di altri romanzi letti nell'ultimo periodo, ho continuato la lettura per interesse ma all'inizio non ero totalmente catturata, non mi ha fatto dire "devo assolutamente trovare ogni minuto libero per continuare a leggere", tanto che ci ho messo ben 2 settimane per terminarlo, fermo restando che gli ultimi capitoli li ho divorati.
Ovviamente sono gusti personali, ciò non toglie che è stata una lettura piacevole e molto carina.
Ma ora parliamo della storia...

Nella trama non viene citata, ma il libro inizia con Ginevra, una ragazza con grossi problemi interiori a causa della sua famiglia, per questo si ritroverà a farsi involontariamente del male negandosi la possibilità di amare ma passano semplicemente da un letto all'altro e scappando subito dopo.
I suoi problemi sono peggiorati dopo che il padre ha pubblicato il suo romanzo dal titolo "La libraria dai capelli rossi", in cui racconta di una donna di cui è ancora innamorato nonostante non si vedano da trent'anni.
Non è tutto, in questo libro parla anche del rapporto tra i genitori, ovvero un matrimonio di convenienza e totalmente privo di amore.
Da allora i rapporti con il  padre diventano burrascosi soprattutto dopo che viene a conoscenza del fatto che il padre ha ritrovato questa donna.

Matteo, il padre di Ginevra è un avvocato e uno scrittore che ha superato la cinquantina e che vuole darsi una seconda possibilità dopo aver fallito in passato, si perchè da quella donna era scappato senza una spiegazione.
Si ritroverà a fare i conti con tutto ciò che ha combinato, con le omissioni e le mancanze di questi ultimi trent'anni.
Per farlo si ritroverà nella locanda di Matilde, la famosa libraria dai capelli rossi, inizialmente come ospite per parlare del genere dei suoi romanzi, ovvero il noir, poi per altri motivi...
Matilde anche lei oltre la cinquantina, ha rimesso in ordine la sua vita dopo il divorzio e dopo aver lasciato la sua professione da psicoterapeuta, per fare ciò ha aperto una locanda con Emma, ex paziente e ora migliore amica.

La vita di Ginevra si intreccerà con quella di Riccardo, un ragazzo molto simile a lei anche se nel suo caso lo sfuggire alle relazioni è un modo per punirsi, lui non merita di amare perchè si sente in colpa per la morte della sorella Stefania avvenuta alcuni anni prima.
A causa di quell'incidente i suoi rapporti con la madre si sono disintegrati e tra di loro si è alzato un muro difficile da abbattere.
Si incontreranno per caso e da allora alcuni eventi li porteranno a vivere nuove sensazioni e perchè no, a darsi una nuova possibilità, ma non sarà affatto semplice, soprattutto quando Ginevra e Riccardo andranno a trovare la madre di lui , Emma, proprio nella locanda nel periodo di Natale...

Un ruolo più marginale ma che reputo interessante riguarda Gregorio, un anziano pittore che trascorre alcuni messi alla locanda, diventerà molto amico di Matteo e i due avranno modo di aiutarsi a vicenda con semplicità.

Non svelo altro poichè non voglio rovinarvi le parti più interessanti della storia, vi assicuro che gli ultimi capitoli hanno un colpo di scena, solo dopo ci si rende conto che tutto sommato era già stato scritto in modo velato..
Gli intrecci sono interessanti, i comportamenti di Matteo e Matilde sono quelli di due adolescenti, infatti ho fato parecchia fatica a pensare che la storia fosse tra due ultra cinquantenni, dialoghi e scene fanno pensare più a due persone poco più che trentenni, il fatto che tra di loro rimarcassero spesso l'età riportava alla realtà dei fatti.
Tra Riccardo e Ginevra sembra tutto più naturale anche se troppo naturale per il brevissimo tempo che intercorre tra il loro primo incontro e tutto il resto ma è bello pensare che possa accadere.
I sentimenti di Ginevra verso il padre, il rancore, la paura, la gelosia sono tutti sentimenti plausibili e veritieri dopo tutto quello che ha passato, cosi come ciò che prova verso la madre, quella stessa madre che non l'ha mai  voluta..
I temi trattati sono particolarmente importanti, il senso di abbandono di una figlia, la devastazione interiore per la perdita di una sorella, la voglia di riscatto dopo aver sempre assecondato gli altri...
Sono tutti temi che si vivono nel quotidiano e soprattutto il rapporto padre-figlia mi ha toccata personalmente ed è stato interessante leggere l'evoluzione del loro rapporto.
In qualsiasi caso, non è mai troppo tardi per una nuova possibilità, ma non perdete troppo tempo....

Per cui sicuramente ve lo consiglio!


VALUTAZIONE PERSONALE:  

Buona Lettura
Cristina

lunedì 12 marzo 2018

Recensione del libro "Il Giardino al chiaro di luna" di Corina Bomann


Il Giardino al chiaro di luna
Genere: Narrativa moderna e contemporanea
Pagine: 480
Prezzo: 12,90€ cartaceo - da 0,99€ ebook 
Editore: Giunti
Data uscita: 2014

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Trama.
Mentre la neve ricopre Berlino con il suo manto candido, la giovane antiquaria Lilly Kaiser osserva i passanti transitare davanti alla vetrina del negozio, in attesa di rientrare finalmente a casa. A un certo punto, però, un uomo anziano varca la soglia e le consegna un prezioso violino, sostenendo che le appartiene. Scossa da quella visita, Lilly apre la custodia e trova uno spartito dal titolo "Giardino al chiaro di luna". La curiosità cresce, insieme all'attrazione per quell'antico strumento. Con la complicità di Ellen, amica d'infanzia ed esperta restauratrice, e di Gabriel, affascinante musicologo, Lilly inizierà un viaggio che la porterà prima a Londra, poi in Italia, e infine nella lontana e selvaggia isola di Sumatra, sulle tracce di due enigmatiche violiniste scomparse molti anni prima. Quale segreto si nasconde nella storia del violino? Per quale motivo è finito nelle sue mani? E cosa ha a che fare tutto questo con lei?

Recensione

Dopo aver letto il primo libro di questa scrittrice "L'isola delle farfalle" (Recensione), ho deciso di proseguire con i suoi libri per cui ho acquistato il successivo.
Ogni libro racconta una storia a sè per cui non c'è nessun obbligo nel proseguire secondo un ordine ben preciso ma per come sono fatta io alla fine seguo l'ordine cronologico.
Anche in questo caso non ho letto la trama prima di acquistarlo poichè lo stile di questa scrittrice mi piace molto, motivo per cui non ho esitato nel cliccare "acquista".

Il libro è composto da 33 capitoli e l'epilogo, non sono molto lunghi eccetto alcuni ma poco importa poichè la storia ti travolge in modo che nemmeno ti rendi conto da quanto tempo stai effettivamente leggendo.
Come nel precedente libro, si alternano due storie in parallelo in epoche diverse, una ambientata nel 2011 mentre l'altra nel 1902/1920.
Anche in questo caso la protagonista dovrà svelare un mistero e per farlo dovrà viaggiare passando dalla Germania, all'Inghilterra, a Cremona per poi finire a Sumatra.

Il prologo inizia nella Londra de 1920 con Helen, famosa violinista che ricevendo una strana visita prima di un suo concerto rimane particolarmente sconvolta.
Il primo capitolo ci porta a Berlino nel 2011, dove Lilly, un'antiquaria proprietaria di un piccolo negozio riceve la visita di un anziano signore che le lascia un violino dicendole che è di sua proprietà, non fa in tempo a chiedere spiegazione che l'anziano si è già dileguato.
Il violino sembra essere molto antico e sul retro ha una splendida rosa, all'interno della custodia inoltre trova anche spartito dal titolo "Il Giardino al chiaro di luna".
Da li ha inizio una meravigliosa avventura che porterà Lilly a rompere poco a poco quel guscio che si era costruita dopo la morte del marito a causa della malattia.
Ad aiutarla in questa impresa ci sarà Ellen una carissima amica d'infanzia esperta di violini, il suo supporto soprattutto morale sarà molto importante, le regalerà inoltre i biglietti molto costosi per raggiungere Sumatra.
Gabriel, musicologo conosciuto sull'aereo che la stava portando a Londra da Ellen, si rivelerà l'aiutero più importante per le sue indagini avendo nella sua accademia materiale molto interessante che riguarda Rose ed Helen, le due precedenti proprietarie del violino, grandi violiniste del passato conosciute in tutto il mondo.
Nel suo viaggio a Cremona riceverà l'aiuto di Enrico, caro amico di Ellen, ma potrà fare poco per loro se non rimandarle ad un conoscente che forse potrà aiutarle a capire se c'è un eventuale codice segreto nascosto nello spartito trovato nella custodia del violino.

Tutto ciò si alterna al racconto della vita di Rose, la famosa violinista tanto amata da tutti per il suo modo di suonare meraviglioso ed estremamente personale.
La violinista si innamorerà di Paul, conosciuto ad uno dei suoi concerti nella casa del governatore, lui le dice di essere fidanzato ma il realtà è sposato da poco con Maggie, una donna giovane ed estremamente critica nei confronti di Padang, lei odia il clima, le persone e tutto ciò che la circonda...
Paul invece vede in Rose l'opposto, una persona che ama la sua terra e che è aperta a ciò che la circonda.

Le ricerche rivelano tani piccoli dettagli che ti portano a non staccarti dal libro e a voler continuare per sapere cosa accade dopo, ad un certo punto, prima che Lilly parta per Sumatra, Gbriel le consegna una lettera con una rivelazione che di punto in bianco da la soluzione ad un grosso enigma per cui la magia scompare, pensi sia tutto finito, che la suspense oramai sia inesistente, invece la scrittrice riesce a ribaltare le cose portandoti a scombussolare quello che avevi pensato fino a quel momento.
La storia di Rose cattura totalmente, tanto che quasi ti scordi della storia in parallelo, quando poi viene svelato gran parte dell'enigma, l'attenzione si sposta su Lilly e ciò che sta vivendo ed è allora che sarà quella parte di storia a tenerti incollata al libro.
Poco a poco Lilly rimette in ordine tutti i tasselli e solo una volta rientrata in Germania e dopo aver parlato con la madre scopre che non aveva terminato con le scoperte e ciò che le verrà detto sconvolgerà sia lei che l'amica Ellen.
Il finale è esattamente quello che non ti aspetti e a cui non avevi di certo pensato, mi piace proprio questo dei suoi libri, riescono a coinvolgerti, portarti a trovare quasi la soluzione per poi concludere con un finale inaspettato.
Consigliatissimo, e l'ho trovato anche meglio del precedente.


VALUTAZIONE PERSONALE:  

Buona lettura.
Cristina

lunedì 26 febbraio 2018

Recensione del libro "L'isola delle farfalle" di Corina Bomann


  L'isola delle farfalle
Genere: Narrativa moderna e contemporanea
Pagine: 480
Prezzo: 12,90€ cartaceo - da 0,99€ ebook 
Editore: Giunti
Data uscita: 2012

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Trama.
Mentre assiste impotente alla fine del suo matrimonio, Diana, una giovane avvocatessa berlinese, parte per l'Inghilterra per rivedere l'amata zia in punto di morte. Nelle sue ultime parole, la zia accenna a un segreto di famiglia custodito gelosamente per lunghi anni, chiedendo alla nipote di riportarlo finalmente alla luce. Seguendo le sue indicazioni, nell'antica e lussuosa dimora di Tremayne House, Diana rintraccia alcuni oggetti, tra cui una vecchia foto ingiallita che ritrae una donna di fronte a una casa tra le palme. Si tratta forse della bisnonna che un tempo viveva in Sri Lanka? Diana parte per quelle terre lontane alla ricerca delle proprie origini, e sull'isola delle farfalle scopre l'antica profezia che ha cambiato per sempre il destino della sua famiglia, un amore proibito e mai dimenticato, e la strada per ritrovare finalmente se stessa. E sarà proprio una farfalla a indicarle la via.

Recensione.

Ho visto la copertina di questo libro in un gruppo di lettori, mi è bastato guardarla, leggere il titolo e ho deciso di scaricare l'ebook, oltretutto ad un prezzo stracciato, 0,99€ nello store di Kobo.
Non ho nemmeno letto la trama, nemmeno sapevo che "L'isola delle farfalle" fosse lo Sri Lanka per cui è stato proprio un acquisto a scatola chiusa, cosa che faccio spesso.
Con mia grande sorpresa ho scoperto che la storia in gran parte si svolge nello Sri Lanka  e tra le piantagioni di thè, sinceramente ho perso il conto dei romanzi con l'ambientazione citata e nonostante tutto mi affascina sempre leggere un racconto ambientato in quelle zone, scoprire ogni volta dettagli diversi di quei popoli e le loro usanze.
Non li cerco di proposito ma immancabilmente mi capitano romanzi con la stessa base, the, india e zone limitrofe, amori e intrighi ma sempre tutto con un minimo di lieto fine anche se non sempre come ci si aspetta.

Questo romanzo ha 18 capitoli e si alternano i racconti di due epoche diverse che scorrono in parallelo.
Inizia con una lettera datata 1888 dove si leggono le scuse di Victoria alla sorella Grace, allontanata dal padre e diseredata dopo uno scandalo.
Da li ha inizio tutto, alternando il racconto di ciò che avviene a Vannattuppucci con le sorelle Grace e Victoria trasferitesi nella piantagione ti the ereditata dal padre Henry dopo la morte dello zio.
Grace nonostante all'inizio non amasse affatto l'idea di restare li, poco a poco si innamora del posto e si rende conto che sta scoprendo veramente se stessa.
In parallelo si intreccia la storia di Diana (nel 2008) , a cui viene rivelato dalla zia in punto di morte che dovrà far luce riguardo un segreto della loro famiglia.
Questo la porterà senza troppa esitazione (anche a causa del futuro divorzio dal marito) a Colombo e poi nella piantagione di Vannattuppucci per scoprire cose è accaduto a Grace e il motivo per cui venne allontanata dalla famiglia.

Nel suo viaggio avrà un grandissimo aiuto da parte di Jonathan, amico di un suo vecchio compagno di università che vive proprio in quelle zone ed è uno scrittore; grazie a lui riuscirà poco a poco a rimettere al loro posto tutti i tasselli del puzzle.
Scoprirà innumerevoli intrecci, una passione da parte di Grace per Mr.Vikrama, il caposquadra e successivamente amministratore (meticcio) della piantagione di the ereditata da suo padre ma allo stesso tempo il progetto dei genitori di Grace è di darla in sposa al figlio degli Stockton (vicini di piantagione, il cui capofamiglia senza scrupoli ha bel altri progetti per Grace).

Diana troverà un vecchio diario di Grace e delle vecchie lettere di Victoria e, grazie ad ogni indizio trovato già in Inghilterra (grazie al maggiordomo), metterà ordine ad ogni cosa, soprattutto nella sua vita.
Le due storie si intrecciano in modo perfetto, ogni indizio aggiunge particolari per ricostruire il passato senza però lasciar intuire fino alla fine come si concluderà la storia, la suspense ti porta a leggere pagina dopo pagina senza fermarsi.
La descrizione dei luoghi non è troppo dettagliata ma allo stesso tempo ti catapulta con l'immaginazione in quei magici luoghi, sembra di sentirne i profumi e percepirne le voci e i suoni.
E' scritto in terza persona con l'aggiunta di diari e lettere, il tutto è molto scorrevole e piacevole da leggere.
I ritrovamenti di molti indizi non è casuale poichè impostati dal maggiordomo su precedenti istruzioni da parte della zia Emmelly, mentre i successivi seguono per istinto di Diana; è strano il ritrovamento di una lettera non aperta fino alla fine, può sembrare surreale come situazione ma tutto sommato si può pensare che l'istinto spesso aiuta in queste cose anche nella realtà, è più curiosità del lettore voler sapere subito cosa potrebbe rivelare.
Lo consiglio a tutti gli appassionati di suspense ,narrativa, esplorazione e un tocco di romanticismo che non guasta mai.
Purtroppo non ho raccontato le parti migliori altrimenti avrei svelato troppo, non amo creare spoiler.
Coinvolgente, bello e rilassante dire che sono le parole adatte.

"L'isola delle farfalle" è il primo libro scritto dall'autrice ed è tutt'ora considerato uno straordinario longseller.
Successivamente ha scritto molti altri romanzi, per ora ho acquistato il secondo, ovvero "Il Giardino al Chiaro di Luna" di cui vi parlerò appena avrò modo di finirlo.

VALUTAZIONE PERSONALE: 
Posso dire che non ho trovato difetti per cui la valutazione è una delle più alte con 5 stelle.

Buona Lettura,
Cristina.

mercoledì 14 febbraio 2018

Recensione del libro "Il gatto che aggiustava i cuori" di Rachel Wells

  La libreria dei sogni che si avverano.

Genere: Narrativa
Pagine: 311
Prezzo: 16,90€ cartaceo 
Editore: Garzanti libri
Data uscita: 2016

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Trama.
Come ogni gatto, Alfie adora passare le sue giornate sonnecchiando sul divano davanti al camino. Un po' di carezze, un po' di fusa rumorose, ed è felice. Ma all'improvviso è costretto a lasciare la casa in cui è cresciuto, e si ritrova solo e sperduto per le strade di Londra. Tutto cambia quando arriva in Edgar Road, una via piena di verde e di bellissime villette a schiera. Alfie capisce subito che solamente lì può sentirsi di nuovo a casa. Solamente lì può trovare una nuova famiglia. Eppure gli abitanti del quartiere non sono pronti ad accoglierlo. Concentrati sui loro problemi, non hanno tempo per occuparsi di lui. Fino a quando scoprono che non è un gatto come gli altri. Ha un dono speciale: è capace di riconoscere i desideri più nascosti. Alfie sa bene che Claire è ancora in cerca di amore dopo essere stata lasciata dal marito; che Jonathan, cinico e disincantato, in realtà si sente troppo solo, e che Polly vorrebbe solo qualcuno in grado di proteggerla. Giorno dopo giorno, si accorgono di quanto abbiano bisogno di lui. Il loro nuovo amico è pronto ad aiutarli, a provare a cambiare le loro vite, a riaccendere le loro speranze. Perché Alfie è in grado di aggiustare quello che il destino a volte ha rotto e di ascoltare la melodia silenziosa dei loro cuori.

Recensione.

“Con il cuore spezzato e temendo di non avere un’alternativa allettante, sono partito dall’unica casa che avessi mai conosciuto. Non sapevo in che direzione stavo andando e nemmeno come me la sarei cavata. Sapevo, però, che dovevo far conto su me stesso, sulle mie limitate capacità, piuttosto che su un gattile.”
Inizia così il secondo capitolo del primo libro di Rachel Wells.
Perché iniziare dal secondo capitolo? Nel primo si presenta la situazione che spiega cosa sta davvero accadendo. 
Ed ecco qui che lo riassumo: un’anziana signora muore e la figlia con il marito devono occuparsi di sgombrare la casa. 
Solo che in casa, insieme alle “tante cianfrusaglie” c’è anche un gatto, Alfie. 
Purtroppo la figlia non può occuparsi del gatto della madre quindi pensa che la soluzione migliore sia di portare Alfie in un gattile.
Inizia così a svilupparsi tutta la storia che vede il dolce, tenero Alfie, cresciuto sin da cucciolo in casa, sul comodo divano, con i pasti ad orario e mai saltati, a dover scegliere se finire in un gattile (per lui visto alla stregua di una vera e propria prigione) oppure trovare una soluzione diversa che non gli faccia mancare l’amore, le cure, le coccole con cui è stato cresciuto dalla sua padrona.
Il libro, che a prima vista si presenta molto leggero e scorrevole, non manca di momenti che portano grande commozione (i ricordi di Alfie nella sua vecchia casa, l’amicizia con la gatta che si trovava in casa già da anni e che lo aveva accolto come un figlio …), momenti di vero divertimento alle battute e ai commenti di Alfie. ….
Si, perché la bellezza del libro è che è “narrato” in prima persona dal tenero Alfie.
Chi ha avuto almeno un gatto nella propria vita (io ne ho avuti due splendidi, insieme a due dolcissimi cani) potrà senz’altro riconoscere la tenerezza ma anche la simpatica sfrontatezza e “sornionità” che caratterizza tutti i gatti e vi farà esclamare: “Se potesse parlare anche il mio gatto direbbe questo!”
Ma la cosa davvero straordinaria è che Alfie incontrerà tante persone che hanno problematiche diverse ma in comune un’unica necessità: essere rincuorate e amate.
Alfie sa bene cosa vuol dire tutto questo e farà di tutto per “aggiustare i cuori” di tutti coloro che incontra sulla sua strada. 
“D’indole gentile e amorevole, ero impegnato nella nuova, specialissima missione: prendermi cura delle persone.” è la frase che compare in bellavista sulla quarta di copertina di questo libro che si rivelerà, alla fine, molto significativo. 
Quando lo leggerete passerete il tempo a immedesimarvi in qualcuna delle persone ma, sembrerà strano, spesso nel dolce Alfie: chi di noi non ha dovuto, per un qualsiasi motivo, abbandonare il comodo divano ritrovandosi la vita sconvolta e, pieni di paura, dover contare solo su noi stessi per poter trovare la via e riportare serenità nella propria esistenza?
Per chi leggerà il libro e lo troverà delizioso come ho fatto io, una buona notizia: l’autrice, visto il grande successo del romanzo, ne ha scritto il seguito: “Il gatto che insegnava ad essere felici” (ed. 2016) e “Il gatto che regalava il buonumore.” (ed. 2017)
Li ho ordinati in libreria ma è arrivato prima il terzo della serie. A breve arriverà il secondo così potrò leggerli in ordine e vi farò sapere.

VALUTAZIONE PERSONALE: 

Stefania

mercoledì 22 novembre 2017

Recensione del libro "Il giardino dei profumi perduti" di Jan Moran



    
Il Giardino dei profumi perduti.

Genere: Narrativa moderna e contemporanea 
Pagine: 352
Prezzo: 9,90€ cartaceo  /   Ebook 0,99€
Editore: Newton Compton
Data uscita: 2017

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Trama.

Quando Danielle Bretancourt lascia insieme al marito la Polonia, a bordo di un transatlantico di lusso, affidando alla nonna paterna il suo adorato bambino, non immagina che la sua vita sta per cambiare per sempre. Danielle ha un dono speciale: riesce a creare dei profumi perfetti. La sua famiglia ha prodotto profumi per centinaia di anni e lei intende portare avanti la tradizione. L’anno è il 1939, e la dichiarazione di guerra e l’ascesa dei nazisti nel continente europeo minacciano la sua famiglia, divisa tra la Francia e la Polonia. Passando per Londra, Danielle raggiunge i genitori a Parigi, ma in seguito alla morte del marito, e con l’aiuto del fratello che milita nella lotta clandestina antinazista, torna nella Polonia occupata alla disperata ricerca del figlio, sostenuta dall’affascinante Jonathan Newell-Grey, giovane capitano della Marina. Nonostante le innumerevoli difficoltà e i gravissimi lutti subiti, riuscirà a mettere in salvo alcuni dei suoi familiari fuggendo con loro in America, povera e senza risorse, per iniziare una nuova vita. Una volta a Los Angeles, potendo contare solo sulla sua determinazione e il suo talento, una nuova sfida la attende: conquistare con i suoi profumi la raffinata élite di Hollywood.

Recensione.

Ultimamente (nell'ultimo anno) sono in vena super romantica quindi cerco libri che riescano a trasmettermi un senso di pace con un bel finale, che sia positivo indipendentemente da come effettivamente si conclude il romanzo.
Il romanticismo è una cosa che mi rende felice (e per fortuna anche mio marito è piuttosto romantico)  per cui anche i libri che scelgo devono avere questa linea, anche se li alterno al genere storico infatti il prossimo libro sarà un thriller storico.
Ma ora basta divagare....

Ho acquistato questo libro dopo aver fatto varie ricerche tra gli ebook consigliati in base alla recenti letture per cui mi sono fidata. inoltre aveva un costo irrisorio (0,99€) il che non guasta mai.
L'inizio però non era come mi aspettavo, ambientato nella seconda Guerra Mondiale, periodo storico che non ho mai amato ma che grazie ad altri romanzi ho imparato ad apprezzare, la storia ha fatto veramente tanta fatica a decollare.
Avevo già letto un altro libro di Jan Moran ma dall'inizio attirava il lettore e aumentava la voglia di continuare. (QUI TROVATE IL PRECEDENTE LIBRO)
Questa volta invece il passaggio da una scena all'altra non era creato molto bene, ci ho messo parecchio a capire se continuare o lasciare il romanzo perchè veramente era piuttosto pesante e quasi "banale" poichè ti portava ad immaginare una classica storia romantica, carica di difficoltà come tante altre.
Memore del fatto che con un'altra autrice ho provato queste sensazioni arrivando dopo poco ad amare i suoi libri, ho perseverato e arrivata al decimo capitolo finalmente il romanzo è decollato.
Ho iniziato ad apprezzare e ad affezionarmi ad ogni personaggio, soprattutto alla figura di Danielle, donna forte e combattiva che non perde mai la speranza soprattutto nel voler ritrovare suo figlio Nicky; si rimbocca le maniche e non si lamenta mai pur di non far pesare alla sua famiglia le numerose difficoltà della guerra.
E' una bravissima profumiera e stilista, il modo in cui vengono descritte le fragranze è estremamente dettagliato portandoti ad immaginare quel profumo e a volerlo provare.
La descrizione dei luoghi non è molto dettagliata ma si intuisce benissimo l'ambientazione, inoltre come detto, i profumi sono descritti benissimo e saranno quelli a rendere il tutto perfetto.
Anche la figura di Jon, presente sia dall'inizio del racconto, diventerà una figura fondamentale per la protagonista nonostante le loro strade non coincidano e vivano con persone diverse.

Malintesi, distanze, guerra, sentimenti (odio e amore), famiglia, ... sono tutti gli ingredienti presenti in questo libro, a differenza di tanti che ho letto, le varie vicende non sempre sono scontate  e l'evolversi della storia lascia una continua voglia di sapere come andrà a finire.
Ci si affeziona ad ogni membro della famiglia, si rivive magari una piccola parte dei racconti che abbiamo sentito dai nostri nonni per quanto riguarda la difficoltà della guerra e la paura di non farcela.
La morte di alcuni personaggi lascia l'amaro in bocca, devo dire che anche in quelle occasioni l'autrice è stata molto brava nel lasciare un messaggio positivo e un bel ricordo attraverso la visione di "eroi" di guerra.

Non aggiungo particolari altrimenti vi svelo troppo, infatti ho omesso molti dettagli altrimenti avreste intuito troppo.
Posso dirvi con certezza che una volta decollata la storia è difficile staccarsi dal libro.
In due giorni ho letto dal decimo capitolo fino alla fine (38* capitolo) , tenendo conto che ho tre figli, leggevo in ogni secondo libero perchè volevo sapere come sarebbe andata la storia.

Per cui, se non avete fretta di innamorarvi del libro ve lo consiglio; se invece volete un libro che vi tenga incollati dalla prima pagina purtroppo non fa per voi.
Il giudizio complessivo è decisamente positivo 10 capitoli poco affascinanti su 38 direi che rende il complesso positivo.

VALUTAZIONE PERSONALE